ATTIVI O PASSIVI?

Ve lo immaginate il mitico Gordon Gekko issare bandiera bianca e ammetter di non riuscire a battere il mercato? Si, proprio lui, quello che definiva titoli sopravvalutati come “polmoni con bacilli”, colui che ha ispirato generazioni di trader e aspiranti tali e che a fine anni 90 ti portava a chiamare all’alba l’amico con cui avevi aperto un conto titoli e svegliarlo con un “i soldi non dormono mai”.

Ma esistono nel mondo reale gestori in grado di battere il mercato in modo sistematico? Stando all’ultima ricerca di Standard and Poors (*) la risposta è piuttosto chiara. Bisogna andare a cercare tra i fondi che investono in mercati di nicchia (come le small cap asiatiche) per trovare i nuovi Gordon Gekko. E purtroppo quanto più si allunga l’orizzonte temporale, tanto minore diventa la percentuale di gestori attivi che battono il mercato. In altre parole, non solo la pattuglia dei gestori che batte il benchmark è minoritaria, ma si assottiglia sempre di più mano a mano che si allunga la durata della gara. E non c’è modo di individuare con sicurezza il cavallo vincente, perché è più probabile che il vincitore delle ultime tappe, come un corridore stremato, finisca alla prossima tappa in fondo alla classifica.

E’ un risultato sorprendente? No, è l’n-sima riprova che il Nobel non viene attribuito a caso e quest’anno son stati premiati i teorici del “mercato efficiente”. Se, infatti, è sotto gli occhi di tutti che il mercato non è in grado di raggiungere l’efficienza assoluta, è però un dato di fatto che non ci sia nessuno in grado di processare l’informazione in maniera consistentemente più efficiente di quanto non faccia l’intelligenza collettiva rappresentata appunto dal mercato. Il mercato è un po’ come la democrazia, non è il sistema perfetto, ma gli altri sono peggio.
Conseguenze pratiche? Nel caso si voglia scegliere un fondo il cui obiettivo è quello di battere sistematicamente un mercato azionario efficiente come può esserlo quello americano, europeo o giapponese, allora forse sarà bene puntare su più cavalli e cercare di capire quando quello vincente inizia ad esser stremato (e ridurne la puntata). Oppure scegliere fondi passivi o semi passivi che hanno come obiettivo quello di replicare, in modo efficiente e a basso costo, l’andamento di un certo mercato.
Una cosa è sicura. Lasciate perdere il fai da te. Il mitico Gordon il trucchetto per far soldi ce lo aveva. Peccato non fosse legale.

(*)http://us.spindices.com/documents/spiva/spiva-us-mid-year-2013.pdf

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