I VOTI CHE SI PESANO MA NON SI CONTANO

La vicenda Telecom è una sorta di biopsia nel corpo malato del capitalismo italiano. Lo Statuto di Telecom è un esempio di come si possa fare scempio dei principi minimi di contendibilità e di fatto mortificare il potere disciplinante del mercato. Era già emerso nel passato (quando i Fossati avevano cercato senza successo di modificarlo) ma è diventato eclatante in questi giorni con le dichiarazioni di Bernabè. Lo Statuto prevede che l’azionista di maggioranza relativa (in questo caso Telco) possa esprimere i 4/5 dei consiglieri. Telco ha il 22,5% delle azioni,ma non cambierebbe nulla anche se ne avesse solo il 10%, può esprimere pertanto l’80% del Consiglio.Ma la legge sull’OPA non prevede che se si supera il 30% delle azioni scatta appunto l’OPA obbligatoria? Siamo in Italia e pertanto vale la forma e non la sostanza: la legge parla di azioni, non menziona effetti moltiplicativi indotti dallo Statuto. Quindi, anche se lo Statuto stravolge il principio di proporzionalità tra azioni e rappresentanza in Consiglio, non c’è problema … la forma è salva! Siamo o non siamo la patria del Diritto?

 

http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/23334_bernabe-la-governance-di-telecom-e-come-il-porcellum.htm

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