ISIS for Dummies

“Siamo in Guerra!”. Questa e’ la frase che sentiamo ripetere incessante da qualche settimana. Da tempo messi in cantina i “je suis Charlie” ecco che la sirena suona di nuovo. E stavolta piu’ forte di prima. Gli attentati di Parigi hanno riportato in modo devastante l’attenzione sull’ISIS, cosi come e’ altrettanto devastante l’ignoranza che accompagna una buona parte dei commenti e delle analisi che si leggono questi giorni sui social.
Ma se non facciamo nessun grosso danno nel sentenziare di calcio, motori, cantanti, etc,  quando iniziamo a dar corda agli sciacalli di ultima istanza, a quelli che giocano sull’impatto emotivo per avvalorare le loro tesi e inneggiare alla rappresaglia stando comodamente seduti davanti al loro tablet, ecco allora che bisogna agire per sconfiggere quello che e’ un nemico pubblico altrettanto pericoloso: l’ignoranza.
Per far questo occorre partire dalle basi: se davvero siamo in guerra allora e’ bene capire bene chi e’ il nostro nemico. Lo diceva Sun Tzu millemila anni fa e Gordon Gekko a Buddy Fox: “se non conosci te stesso ne’ conosci il tuo nemico ogni battaglia per te sara’ fonte di pericolo gravissimo”.

Cos’e’ l’ISIS?
Ecco, forse la risposta della maggior parte di noi e’ qualcosa del tipo “si dai, quelli incappucciati che tagliano le teste agli americani e mettono il video su youtube, terroristi islamici, che ci vogliono convertire tutti alla sharia”. Innanzitutto  esistono diversi termini per identificare questa organizzazione. Il termine corretto da utilizzare e’ IS (che sta per Islamic State) che nel 2014 ha sostituito l’ISIS (Islamic State of Iraq and Syria). Il 2014 e’ l’anno in cui e’ avvenuta la proclamazione unilaterale da parte dell’attuale capo (Abu Bakr al Baghdadi) di un Califfato dei territori caduti sotto suo controllo. Questa precisazione puo’ sembrare superflua ma in realta’ e’ come se la banda della Magliana da semplice organizzazione criminale avesse dichiarato la nascita di uno Stato Indipendente posto sotto il suo controllo.

Come nasce e come si sviluppa l’IS?
Le origini del gruppo risalgono al 2004 per combattere l’occupazione americana in Iraq e il governo iracheno SCIITA  sostenuto dagli USA dopo la caduta di Saddam Hussein.  Con l’abbandono dell’Iraq da parte delle truppe americane nel 2011 l’ISIS ha continuato la propria espansione sul territorio iracheno fino alla conquista della citta’ di Mossul.
Successivamente, a partire dal 2012, il gruppo terroristico ha approfittato dell’inizio della guerra civile in Siria (in cui ha preso parte attiva contro il governo di Assad) per espandersi sul territorio siriano e dichiarare  la nascita del Califfato, scegliendo Raqqa come capitale (la stessa dove si e’ concentrata la controoffensiva franco-russa in questi giorni).
Tra gennaio e febbraio 2015 l’avanzata del Califfato arriva fino in Libia, ancora instabile dopo la caduta di Gheddafi. Prende inoltre parte al traffico di immigrati nel Mediterraneo e si allea con alri movimenti integralisti terroristici in Africa.

Che obiettivi hanno?
Come qualsiasi organizzazione criminale l’obiettivo e’ quello di espandersi. Per la  Banda della Magliana era “Pijamose Roma” per l’IS e’ quello di conquistare sempre piu’ territori e stabilire su questi il loro regime. Preoccupati dall’espansione a macchia d’olio del movimento, i paesi occidentali, in primis gli Stati Uniti, bombardano le postazioni dell’ISIS che come risposta inizia una sequenza di decapitazioni che vengono diffusi in rete e organizzano attentati nei paesi occidentali e attacchi terroristici di varia natura.

Dove trovano i soldi?
Le fonti di finanziamento sono diverse. Si va dai saccheggi delle zone che cadono sotto al loro controllo (compreso lo sfruttamento dei pozzi petroliferi sequestrati) alle estorsioni fino ai finanziamenti da “sponsor” esterni. Tra questi emergono privati residenti in Qatar e Arabia Saudita che hanno aiutato l’IS tramite il sistema bancario del Kuwait.
In particolare, nel corso degli anni l’Arabia Saudita, roccaforte sunnita, ha finanziato gruppi sciiti, alcuni dei quali sono poi confluiti nell’ISIS.
La stessa Arabia Saudita e’ un dei principali acquirenti di armamenti dagli Stati Uniti e della Francia (lo scorso anno ha comprato 12 miliardi di dollari di reattori nucleari dalla multinazionale francese AREVA, salvandola dal fallimento).

Che posizione hanno gli Stati Uniti?
Gli Stati Uniti sono storici alleati dell’Arabia Saudita, pertanto oggi si trovano nel classico cul de sac. Infatti l’intervento militare della Francia e la sua alleanza con la Russia ha cambiato le carte in tavola. Se gli USA rafforzassero questo patto,  da un lato le probabilita’ di debellare l’ISIS sarebbero alte ma il prezzo da pagare molto alto: i Sauditi presenterebbero prima o poi il conto. Quindi nell’intervenire dovranno valutare “il male minore” tra perdere il ruolo di “stabilizzatore nel Medio Oriente” a favore della Russia oppure indebolire i rapporti con i Sauditi.

Come si sconfigge l’ISIS?
Se siete arrivati fino a qui avete capito una cosa. Che l’ISIS si e’ formata a causa di un vuoto di potere e dalla instabilita’ che ne e’ seguita. Come ogni organizzazione terroristica e criminale trova terreno fertile nelle situazioni di conflitto interno. L’ISIS viene sconfitta nel momento in cui viene identificata da tutte le parti in gioco come un nemico comune. Anche da parte di chi lo finanzia, in quanto si rende conto che potrebbe esser il prossimo ad esser colpito e il danno provocato risulta maggiore del guadagno ottenuto. In particolare, nel momento in cui ci sono parti che hanno interessi diretti o indiretti affiche’ questo gruppo agisca in modo incontrastato, non ci sara’ nulla da fare. Inoltre alimentare odi razziali contro i musulmani e spingere verso un contrasto a 360 gradi non fara’ che peggiorare la situazione, rendendo ancora piu’ fertile il terreno in cui questa guerra potra’ continuare. E quel terreno e’ sotto ai nostri piedi

Share Button

Rispondi